#ALLMYMOVIES

allmymovies1Nel primo pomeriggio del 10 novembre 2015, presso l’Angelika Film Center di Manhattan, l’attore Shia LaBeouf – noto per aver interpretato una serie di blockbuster più o meno riusciti – ha dato il via a una curiosa maratona cinematografica: sorbirsi ininterrottamente tutti i lungometraggi della sua carriera a retrocedere dal recentissimo  e inedito Man Down (Dito Montiel, 2015) fino alla pellicola d’esordio Breakfast with Einstein (Craig Shapiro, 1998). L’impresa ribattezzata #ALLMYMOVIES, che consisteva in ventinove film spalmati in cinquantotto ore, anticipata da invito informale a seguirne/verificarne il corso d’opera presso piccola sala newyorkese o, in maniera mediata e limitata, attraverso il servizio streaming offerto da newhive, ha reso possibile un evento, un momento di pura condivisione, che ha segnato, in maniera diversa e diversamente significativa, la vita di un attore e degli spettatori che vi hanno preso parte.  Si è parlato di noia patologica/follia/megalomania del divo e di orde di perditempo da qui all’altra parte del mondo, lasciando – come di consueto – la parola alla cronaca sensazionalistica che della performance, visti i partecipanti e le dimensioni sociali, ne ha fatto un affare di gossip, ignorandone volontariamente gli aspetti più complessi e interessanti: le ragioni e gli effetti. allmymovies2Il mero resoconto di ciò che sta per succedere, che sta succedendo, o che è successo, dopotutto, può essere materiale buono per colui che è estraneo all’avvenimento, ma non per colui che può, in un modo o nell’altro, viverlo in maniera privilegiata. Dell’evento, infatti, se ne è avuta un’efficace diffusione e chi ha voluto ha potuto fruirlo mettendosi virtualmente proprio davanti a Shia La Beouf (un treppiede era posto sul sedile di fronte e una GoPro inquadrava il volto dell’attore). Per i possibilitati e gli interessati agli aspetti tangibili dell’evento, occupare un posto il più vicino possibile a quello di Shia ha forse significato provare qualche emozione in più, e anche se ciò ha sottratto tempo e spazio alla fruizione – ore di coda e poca visibilità hanno infatti inibito l’esperienza dei più curiosi – è stata proprio la stra-ordinaria opportunità di questi ultimi ad aver caratterizzato e stimolato l’interesse degli spettatori a distanza.

allmymovies3Ma qual è l’aspetto davvero sorprendente nell’atto di un attore che si guarda recitare mentre un pubblico lo osserva? A prescindere dall’entità dell’eco mediatica, possono essere fatte due considerazioni. Una a proposito dell’interpretazione collettiva, quella degli spettatori, slegata dalle ragioni del singolo, ma generata dalla curiosità di scoprirle. L’altra a proposito dell’interpretazione individuale, quella di Shia LaBeouf, strettamente legata alle ragioni iniziali della performance, ma destinata inevitabilmente a trascenderle. La performance funziona come una connessione ad anello, in cui l’azione scatena una reazione che attribuisce significato all’azione primaria. Shia da attore diviene spettatore, si emancipa dal suo status di celebrità e assiste, come uomo comune, alla proiezione del suo sé cinematografico. Intende riappropriarsi della sua identità. A sua volta il pubblico passa dall’essere spettatore cinematografico a spettatore del reale. Quello presente in sala non si è recato all’Angelika per vedere dei film, ma per vedere Shia, esattamente come quello connesso da casa, che oltretutto può osservare solo e soltanto il suo volto. La condivisione di quel momento produce, sia nell’attore sia negli spettatori, interpretazioni e piaceri differenti ma reciproci. Shia assiste alla proiezione dei suoi film traendo considerazioni sul passato, sul presente e sul futuro della sua esistenza dentro e fuori lo star system. Eppure egli non riceve un feedback unicamente dalla visione dei suoi film, ma lo riceve anche e soprattutto dalla reazione del pubblico che, direttamente e immediatamente, gli restituisce considerazione o disprezzo, affetto o indifferenza, comprensione o scherno e che, grazie alle ristrettezze spaziali e temporali, può offrirne un’esibizione concentrata e amplificata.

allmymovies4Il pubblico, d’altro canto, partecipa a un evento apparentemente allestito per e dedicato alla “star” per scoprire, alla fine, di esserne divenuto protagonista e produttore. E’ così che gli spettatori, giungendo a questa rivelazione, non solo legittimano la performance dell’attore, ma si sentono intrattenuti dalla loro stessa utilità… Prego e grazie Shia LaBeouf!

2 Commenti su #ALLMYMOVIES

  1. Emme
    19 Novembre 2015 at 15:23 (5 anni ago)

    Per un attimo ho creduto volessi lanciati in una maratona di tutti i film visti almeno una volta nella tua vita.

  2. Marienbad
    19 Novembre 2015 at 15:34 (5 anni ago)

    In effetti, così facendo, impiegherei il mio tempo in modo nettamente migliore…